Rockabilly che passione!

Rockabilly: l’embrione del rock’n’roll.
Nato nei primi anni ‘50 nel sud degli USA. È una fusione tra bluegrass, R&B, country, boogie woogie e blues. Alcuni lo hanno anche descritto come un mix di bluegrass con il rock’n’roll.
Il termine “rockabilly” è di per sé un misto tra “rock” e “hillbilly”, quest’ultimo un riferimento alla musica country (spesso chiamato “hillbilly music” nel 1940 e 1950) che ha contribuito fortemente allo stile…
Hillbilly era un termine dispregiativo usato per definire i montanari degli Appalacchi e, in senso generico, significava cafone di campagna.

Caratteristiche che definiscono il suono rockabilly inclusi ritmi forti, twangs vocali, e l’uso comune del eco a nastro.
Inizialmente il rockabilly fu molto popolare grazie ad artisti come Johnny Cash , Bill Haley , Buddy Holly , Elvis Presley , Carl Perkins e Jerry Lee Lewis, poi l’influenza e il successo dello stile diminuì nel 1960; tuttavia, durante la fine del 1970 e all’inizio del 1980, il rockabilly ha goduto di una grande rinascita grazie a band come gli Stray Cats. L’interesse per il genere permane anche nel 21° secolo, spesso all’interno di una sottocultura . Rockabilly ha lasciato in eredità, generando una serie di sotto-stili e influenzare altri generi come il punk rock. (The Clash)

Il Sabato notte Jamboree
Il Sabato notte Jamboree è stato uno spettacolo che si teneva ogni sabato sera al Goodwyn Istituto Auditorium nel centro di Memphis, Tennessee nel 1953-54. Il locale è stato storico perché lì al Jamboree sono andati ad esibirsi artisti allora sconosciuti come Elvis Presley, Johnny e Dorsey Burnette, Eddie Bond, Jim Cannon, Reggie Young, Barbara Pittman, i gemelli Lazenby, Bud Deckleman, Harmonica Frank Floyd, Marcus Van Story, Lloyd Arnold, e altro ancora.
Gli spogliatoi dietro le quinte erano un luogo di ritrovo in cui i musicisti sperimentavano nuovi suoni e miscelavano gospel, blues e boogie woogie. Presto questi nuovi suoni hanno cominciato a farsi strada sul palco del Jamboree dove hanno trovato un pubblico molto ricettivo.

Lo stile dei rockabillies, o billys è caratterizzato dal taglio di capelli maschile che è solitamente il pomp o pompadour e che era molto popolare negli anni cinquanta con artisti come Buddy Holly, Jerry Lee Lewis o Elvis Presley.
I vestiti riflettevano lo stile dei musicisti dell’epoca, cioè degli anni cinquanta; pantaloni, magliette colorate, cappotti col collo alzato, camicie a quadri e una scarpa particolare usata negli anni cinquanta chiamata brothel creeper: e naturalmente i jeans Levi’s (501 o 505) e altri articoli casual, come t-shirt e giacche da motociclista, fanno parte del guardaroba. E poi una sfrenata passione per le auto e le moto (basta guardare film  culto come American Graffiti).

Infine se volete immergervi nel fantastico mondo del rockabilly, vi segnalo
Viva Las Vegas: il più grande festival al mondo dedicato alla musica rockabilly.
Giunto alla sua 18° edizione si svolge nei primi giorni di primavera. Decine di migliaia di visitatori, provenienti dai più disparati angoli del pianeta, si danno appuntamento a Las Vegas, per trascorrere un weekend ricco di eventi.
Il miglior appuntamento nostrano è invece il Summer Jamboree che si svolge ogni anno nei primi giorni di agosto a Senigallia considerato come uno dei migliori festival europei del genere.

Infine, ultimo ma non ultimo, come potrei non segnalare il nostro festival vintage A Bouche Bée (guarda il link).

Vintage o Retro ?

Vintage.   Che significa davvero? e Rétro?  In realtà le definizioni non mi vengono sempre facili. Ecco, magari so cosa è il vintage ma potrei spiegarlo?  Oggi ci voglio provare.  Il Rétro mi sembra sia la stessa cosa….

Vintage deriva dal francese “vendenge” che deriva a sua volta dalla parola latina “vindēmia” (vino d’annata). E così oggetti che hanno più di 20 anni si definiscono vintage a patto che sia di pregio:  ad esempio un oggetto che ha almeno più di venti anni e che è realizzato con metodi e materiali migliori di quelli usati oggi.    Un oggetto vintage può essere considerato di una produzione migliore oppure più interessante o di maggiore qualità in relazione alla cultura o al costume. Credo si possa parlare di vintage alla presenza di oggetti o abiti  costruiti tra gli anni 20 e gli anni 80.    Molti gli esempi che si possono portare e che vengono considerati dei veri oggetti di culto vintage come la Vespa, la Fiat 500, il Jukebox, abiti e accessori sixties e fifties, chitarre, mobili. 

(Chitarra GJ Rangemaster 1092 del 1965)

Diverso il discorso sul Rétro, che potrebbe sembrare un sinonimo di Vintage.  In realtà rétro è tutto ciò che rende omaggio al passato, ad una determinata epoca, con produzioni di recente fattura: repliche di oggetti di culto che rimandano ad un periodo irripetibile nel tempo per la sua originalità come possono essere stati i primi anni ’60.

(Fiat 500 Vintage e Rétro)

Quindi possiamo affermare finalmente che se volessimo avere un look Vintage   possiamo saccheggiare i negozi dell’usato, sempre che non siate schizzinosi da non mettere mai un abito che è stato già messo da altri (magari quello dei nonni) e che in mancanza di rarità possiamo comunque avere il nostro bel modo di apparire in stile Rètro e allora possiamo andare ovunque e sfogarci visto che le  collezioni di genere non mancano.

E anche oggi abbiamo sviscerato uno dei grandi quesiti della vita.