La La Land. Ritorna il musical!

Si è vero sono un romanticone e ho sempre amato il musical specialmente il filone anni ’50 e ’60 da cui è fortemente ispirata questa pellicola. Infatti sono molti i riferimenti, gli omaggi e le citazioni ai classici del periodo come Un americano a Parigi, di Vincente Minnelli del 1951,Cantando sotto la pioggia, di Stanley Donen e Gene Kelly (1952), West Side Story di Jerome Robbins e Robert Wise del 1961, e i più recenti Grease di Randal Kleiser del 1978, Boogie Nights di Paul Thomas Anderson del 1997 e Moulin Rouge di Baz Luhrmann (2001).

 

Vincitore di sette Golden Globe e sei statuette agli Oscar (miglior attrice protagonista a Emma Stone, miglior fotografia, miglior scenografia, migliore colonna sonora, migliore canzone originale a City Of Stars) con ben 14 nomination, oltre alla pubblicità offerta dal ben noto episodio della gaffe della premiazione agli Academy Awards, il film è, come abbiamo già detto, un musical, un soggetto contemporary retrò della “city of stars”, quella Hollywood che non esiste più ma che esercita ancora un grande fascino con i colori vividi e brillanti del Cinemascope e del Technicolor e le immagini girate in wide screen che danno più ampiezza alle scene.

La La Land è una storia di amore e musica del regista e sceneggiatore Damien Chazelle, (già autore di un film sulle ossessioni e sul jazz: Wiplash) con Emma Stone e Ryan Gosling che cantano e suonano sulle note della bella colonna sonora di Justin Hurwitz.

É un film sui sogni e sull’impegno per realizzarli. La storia di Mia (Stone), aspirante attrice, e di Sebastian (Gosling), appassionato pianista jazz, è incentrata sulla realtà di ogni artista che spesso vede le proprie aspirazioni venire demolite da una città che macina i sogni da decenni.

I musical sono atemporali, semplici, realistici, sono le emozioni che dettano le canzoni, che non sono introdotte forzatamente”.  Così definisce il genere Chazelle, giustificando la scelta del suo vintage contemporaneo.

Energia a profusione all’inizio del film con la scena di “Traffic” con la bella canzone “Another day of sun” in un orgia di abiti, ballerini e riprese video fluidissime. In un intervista Chazelle spiega il perché di una scena ambientata in un ingorgo su un cavalcavia: A Los Angeles la maggior parte delle auto ospita in genere una o due persone, fa parte di quello che rende la città un po’ solitaria, ma riflette anche il fatto che è un vero paradiso per i sognatori. Cosa fai quando stai in macchina? Ascolti musica e canticchi oppure sogni. Ognuno ha il suo sogno, ognuno canta la sua canzone. Sei nell’universo della tua bolla, quindi quale posto migliore per far incontrare due sognatori come Sebastian e Mia? Abbiamo usato le autoradio per creare un arazzo musicale cui a uno a uno si aggiungono tutti quelli che si trovano in autostrada in quel momento”. 

La sequenza è stata molto complicata e provata per mesi, inoltre i ballerini hanno danzato sulle auto in autostrada con una temperatura di 38 gradi.

Altra bella scena è quella del balletto al Griffith Park con la canzone “Lovely night” girata al Cathy’s Corner al tramonto. Avendo girato tra le 18 e le 19 del pomeriggio, Los Angeles sembra una città irreale per i colori che aveva in quell’unica ora.

Accettabile un lieve calo di attenzione nella seconda parte del film per poi risollevarsi nella parte finale, Epilogue, con la canzone Audition cantata dal vivo sul set da Emma Stone, mentre City of Stars è stata cantata sempre dal vivo da Ryan Gosling sul celebre Hermosa Pier nell’omonima Hermosa Beach.

Il film è gia diventato un cult-movie e lo si comprende dalle tantissime guide che hanno inserito il giro delle location in pacchetti turistici.

Los Angeles è così un’altra protagonista del film con ben 48 location in città. La L.A. del Planetario Oschin (già famoso per Gioventù Bruciata), i già citati Griffith Park e l’Hermosa Pier, lo storico Lighthouse Cafè a Redondo Beach, club dove ancora si ascolta jazz dal 1949, il cinema Rialto e poi le sale d’aspetto per le audizioni, appartamenti coloratissimi come quello di Mia all’interno di un condominio restaurato da poco a Long Beach. E poi gli Studios hollywoodiani, meta continua di turisti, la Caffetteria degli studi Warner Bros e il “You Are the Star”, murales che fa parte degli Hollywood Murals.

Infine una nota sulla preparazione degli attori. Gosling si è dedicato per mesi nello studio del pianoforte e nelle lezioni di danza con buoni risultati. Sono sempre sue le mani sul pianoforte nei primi piani.

La Stone invece è una navigata attrice di Broadway che comunque ha dovuto imparare il tip tap, la danza jazz e da sala.

Guarda il trailer in italiano.