Mondo cane – Mike Patton

Pochi giorni fa, riguardando la mia libreria dove tengo i cd, mi cade l’occhio su un disco del 2010.Lo metto subito nel lettore come se d’incanto fosse qualcosa di nuovo, di mai ascoltato.   Subito alla prima traccia trovo una versione de “Il cielo in una stanza” straniante e molto riuscita.

Poi arriva “Che notte!” del grandissimo Fred Buscaglione e “20 km al giorno” di Nicola Arigliano” che trasformano Mike Patton in un abilissimo crooner.

Già, Mike Patton, quello famoso per essere stato il leader dei Mr. Bungle, dei Faith No More e dei Fantômas, oltre ad aver collaborato con John Zorn e Marc Ribot per progetti sperimentali come Pranzo oltranzista, l’affresco musicale dedicato a Filippo Tommaso Marinetti e alla sua cucina futurista.

Faith No More
Mike Patton

Ma ritornando al nostro album, MONDO CANE è nato grazie a una collaborazione artistica con Roy Paci ed è uscito il 4 maggio 2010, a conclusione di circa due anni di tour con le canzoni del progetto e contiene, come avete già capito, cover di canzoni italiane degli anni ’50 e ’60. All’album partecipa l’orchestra Filarmonica Arturo Toscanini, formata da circa 65 elementi, diretta da Aldo Sisillo. I musicisti che hanno suonato sull’album sono tutti italiani.

Patton aveva ascoltato queste canzoni mentre viveva a Bologna. Il cantante aveva adottato la città come seconda casa dopo aver sposato l’artista italiana Titi Zuccatosta ed inoltre aveva imparato a parlare un fluente italiano come dimostra la pronuncia sfoggiata nel disco.

Ad esempio “Scalinatella” di Murolo, è cantata in napoletano, ed ha richiesto a Patton di imparare le inflessioni e le pronunce corrette in quel dialetto. Fortunatamente il direttore dell’orchestra era nativo di Napoli e spesso lo correggeva fino a quando non è stato in grado di eseguirlo correttamente. Descrivendo questa collaborazione, Patton ha detto: “avevo molte grandi persone intorno a me, e non sarei stato in grado di fare nessuna di queste merde senza di loro”

Mondo cane è forse la definitiva esplosione di un fenomeno musicale che stava prendendo forma in Italia, un fenomeno che rielaborava vecchi brani melodici che solo in Italia sappiamo fare così bene.

Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini

Chiudiamo con la selezione di “Mondo cane” descritta da Rockol:

Si va da grandi classici come “Il cielo in una stanza” e “Senza fine” di Gino Paoli a piccole perle da crooner ironico (“Che notte!” di Fred Buscaglione e “20 km al giorno” di Nicola Arigliano), da classici della canzone napoletana (“Scalinatella” di Bonagura-Cioffi) a successi “minori” come “L’uomo che non sapeva amare” di Nico Fidenco. “Ore d’amore”, in effetti, non è una canzone italiana: è la versione, con testo italiano di Franco Migliacci, di “The world we knew” di Frank Sinatra, che è stata incisa da Fred Bongusto nel 1968. Le riscoperte curiose sono curiose davvero: “Ti offro da bere” è una canzone di Gianni Meccia che Gianni Morandi aveva incluso nel suo secondo album, “Ritratto di Gianni”, nel 1964; “Quello che conta” è una canzone con testo del regista Luciano Salce su musica di Ennio Morricone, che Luigi Tenco cantava nella colonna sonora del film “La cuccagna” (1962) del quale era anche interprete; “L’urlo negro” (1967) è un beat quasi punk dei Blackmen, gruppo italiano (romagnolo, per la precisione) del quale non si ricordano altri episodi degni di nota; mentre “Deep down”, di Ennio Morricone, è una canzone tratta dalla colonna sonora di “Diabolik”, mitico film di Mario Bava del 1968 (dove era cantata da Christy – di cognome Brancucci, assai più nota per aver cantato “Amore amore amore amore” di Sordi-Piccioni, nella colonna sonora del film “Fumo di Londra”).

 

Published by

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.