Wanda Jackson Queen of Rockabilly

“Some people like to rock… some people like to roll… but movin’ and a groovin’ gonna satisfy my soul. Let’s have a party!”

Happiest of birthdays to the amazing miss Wanda Jackson… our Queen of Rockabilly, First Lady of Rock’n’Roll and the most rockin’ great grandma around. Wanda will be shimmying and shaking to a sold out crowd tonight at the Cadillac Lounge in Toronto for her 80th birthday! Tickets still available for tomorrow night’s show! Here’s to 80 more, Queenie! 

Mondo cane – Mike Patton

Pochi giorni fa, riguardando la mia libreria dove tengo i cd, mi cade l’occhio su un disco del 2010.Lo metto subito nel lettore come se d’incanto fosse qualcosa di nuovo, di mai ascoltato.   Subito alla prima traccia trovo una versione de “Il cielo in una stanza” straniante e molto riuscita.

Poi arriva “Che notte!” del grandissimo Fred Buscaglione e “20 km al giorno” di Nicola Arigliano” che trasformano Mike Patton in un abilissimo crooner.

Già, Mike Patton, quello famoso per essere stato il leader dei Mr. Bungle, dei Faith No More e dei Fantômas, oltre ad aver collaborato con John Zorn e Marc Ribot per progetti sperimentali come Pranzo oltranzista, l’affresco musicale dedicato a Filippo Tommaso Marinetti e alla sua cucina futurista.

Faith No More
Mike Patton

Ma ritornando al nostro album, MONDO CANE è nato grazie a una collaborazione artistica con Roy Paci ed è uscito il 4 maggio 2010, a conclusione di circa due anni di tour con le canzoni del progetto e contiene, come avete già capito, cover di canzoni italiane degli anni ’50 e ’60. All’album partecipa l’orchestra Filarmonica Arturo Toscanini, formata da circa 65 elementi, diretta da Aldo Sisillo. I musicisti che hanno suonato sull’album sono tutti italiani.

Patton aveva ascoltato queste canzoni mentre viveva a Bologna. Il cantante aveva adottato la città come seconda casa dopo aver sposato l’artista italiana Titi Zuccatosta ed inoltre aveva imparato a parlare un fluente italiano come dimostra la pronuncia sfoggiata nel disco.

Ad esempio “Scalinatella” di Murolo, è cantata in napoletano, ed ha richiesto a Patton di imparare le inflessioni e le pronunce corrette in quel dialetto. Fortunatamente il direttore dell’orchestra era nativo di Napoli e spesso lo correggeva fino a quando non è stato in grado di eseguirlo correttamente. Descrivendo questa collaborazione, Patton ha detto: “avevo molte grandi persone intorno a me, e non sarei stato in grado di fare nessuna di queste merde senza di loro”

Mondo cane è forse la definitiva esplosione di un fenomeno musicale che stava prendendo forma in Italia, un fenomeno che rielaborava vecchi brani melodici che solo in Italia sappiamo fare così bene.

Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini

Chiudiamo con la selezione di “Mondo cane” descritta da Rockol:

Si va da grandi classici come “Il cielo in una stanza” e “Senza fine” di Gino Paoli a piccole perle da crooner ironico (“Che notte!” di Fred Buscaglione e “20 km al giorno” di Nicola Arigliano), da classici della canzone napoletana (“Scalinatella” di Bonagura-Cioffi) a successi “minori” come “L’uomo che non sapeva amare” di Nico Fidenco. “Ore d’amore”, in effetti, non è una canzone italiana: è la versione, con testo italiano di Franco Migliacci, di “The world we knew” di Frank Sinatra, che è stata incisa da Fred Bongusto nel 1968. Le riscoperte curiose sono curiose davvero: “Ti offro da bere” è una canzone di Gianni Meccia che Gianni Morandi aveva incluso nel suo secondo album, “Ritratto di Gianni”, nel 1964; “Quello che conta” è una canzone con testo del regista Luciano Salce su musica di Ennio Morricone, che Luigi Tenco cantava nella colonna sonora del film “La cuccagna” (1962) del quale era anche interprete; “L’urlo negro” (1967) è un beat quasi punk dei Blackmen, gruppo italiano (romagnolo, per la precisione) del quale non si ricordano altri episodi degni di nota; mentre “Deep down”, di Ennio Morricone, è una canzone tratta dalla colonna sonora di “Diabolik”, mitico film di Mario Bava del 1968 (dove era cantata da Christy – di cognome Brancucci, assai più nota per aver cantato “Amore amore amore amore” di Sordi-Piccioni, nella colonna sonora del film “Fumo di Londra”).

 

Rockabilly che passione!

Rockabilly: l’embrione del rock’n’roll.
Nato nei primi anni ‘50 nel sud degli USA. È una fusione tra bluegrass, R&B, country, boogie woogie e blues. Alcuni lo hanno anche descritto come un mix di bluegrass con il rock’n’roll.
Il termine “rockabilly” è di per sé un misto tra “rock” e “hillbilly”, quest’ultimo un riferimento alla musica country (spesso chiamato “hillbilly music” nel 1940 e 1950) che ha contribuito fortemente allo stile…
Hillbilly era un termine dispregiativo usato per definire i montanari degli Appalacchi e, in senso generico, significava cafone di campagna.

Caratteristiche che definiscono il suono rockabilly inclusi ritmi forti, twangs vocali, e l’uso comune del eco a nastro.
Inizialmente il rockabilly fu molto popolare grazie ad artisti come Johnny Cash , Bill Haley , Buddy Holly , Elvis Presley , Carl Perkins e Jerry Lee Lewis, poi l’influenza e il successo dello stile diminuì nel 1960; tuttavia, durante la fine del 1970 e all’inizio del 1980, il rockabilly ha goduto di una grande rinascita grazie a band come gli Stray Cats. L’interesse per il genere permane anche nel 21° secolo, spesso all’interno di una sottocultura . Rockabilly ha lasciato in eredità, generando una serie di sotto-stili e influenzare altri generi come il punk rock. (The Clash)

Il Sabato notte Jamboree
Il Sabato notte Jamboree è stato uno spettacolo che si teneva ogni sabato sera al Goodwyn Istituto Auditorium nel centro di Memphis, Tennessee nel 1953-54. Il locale è stato storico perché lì al Jamboree sono andati ad esibirsi artisti allora sconosciuti come Elvis Presley, Johnny e Dorsey Burnette, Eddie Bond, Jim Cannon, Reggie Young, Barbara Pittman, i gemelli Lazenby, Bud Deckleman, Harmonica Frank Floyd, Marcus Van Story, Lloyd Arnold, e altro ancora.
Gli spogliatoi dietro le quinte erano un luogo di ritrovo in cui i musicisti sperimentavano nuovi suoni e miscelavano gospel, blues e boogie woogie. Presto questi nuovi suoni hanno cominciato a farsi strada sul palco del Jamboree dove hanno trovato un pubblico molto ricettivo.

Lo stile dei rockabillies, o billys è caratterizzato dal taglio di capelli maschile che è solitamente il pomp o pompadour e che era molto popolare negli anni cinquanta con artisti come Buddy Holly, Jerry Lee Lewis o Elvis Presley.
I vestiti riflettevano lo stile dei musicisti dell’epoca, cioè degli anni cinquanta; pantaloni, magliette colorate, cappotti col collo alzato, camicie a quadri e una scarpa particolare usata negli anni cinquanta chiamata brothel creeper: e naturalmente i jeans Levi’s (501 o 505) e altri articoli casual, come t-shirt e giacche da motociclista, fanno parte del guardaroba. E poi una sfrenata passione per le auto e le moto (basta guardare film  culto come American Graffiti).

Infine se volete immergervi nel fantastico mondo del rockabilly, vi segnalo
Viva Las Vegas: il più grande festival al mondo dedicato alla musica rockabilly.
Giunto alla sua 18° edizione si svolge nei primi giorni di primavera. Decine di migliaia di visitatori, provenienti dai più disparati angoli del pianeta, si danno appuntamento a Las Vegas, per trascorrere un weekend ricco di eventi.
Il miglior appuntamento nostrano è invece il Summer Jamboree che si svolge ogni anno nei primi giorni di agosto a Senigallia considerato come uno dei migliori festival europei del genere.

Infine, ultimo ma non ultimo, come potrei non segnalare il nostro festival vintage A Bouche Bée (guarda il link).