Moda Retrò Tiki

La parola “Tiki” ha origine in Oceania e si ispira alla cultura polinesiana. La cultura Tiki è stata importata dalla Polinesia alle Hawaii e ha avuto il suo periodo di massimo splendore tra gli anni ‘30 e i ‘60.

Questo mood Hawaii influenzò moltissimo gli Stati Uniti in quel periodo tanto che una buona parte della produzione musicale americana era hawaiana. Giusto per dare qualche numero si pensi che aprirono oltre 1200 scuole di ukulele negli Usa.

Fra i simboli più rappresentativi c’era appunto il Tiki, una rappresentazione stilizzata di corpo umano in forma di divinità.

 

Improvvisamente, la puritana società americana fu contagiata dal sogno esotico del paradiso delle Hawaii con le sue infinite notti d’estate, le ragazze che ballavano in gonne di paglia e ragazzi dalla pelle bronzata che effettuano acrobazie con torce di fuoco, le noci di cocco, il profumo delle ghirlande di fiori e le fresche brezze del Pacifico.

UNITED STATES – JULY 13: Water ski champions demonstrating their skills as they ride the wake of the waves without the use of a tow-line, at Cypress Gardens in California, on September 11, 1965. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cultura Tiki, quindi, si è sviluppata in diversi settori culturali americani: la moda sicuramente, ma anche la produzione di musica, danza, cinema e persino decorazione d’interni. E ‘importante per ricordare che ancora oggi è un punto di riferimento per il suo carattere esotico e multiculturale.

 

Fin dalla fine della seconda guerra mondiale negli anni ’40, le camicie hawaiane, i vestiti sarong e i fiori tropicali hanno raggiunto una grande popolarità. Dalla seconda metà degli anni ‘40, nei ‘50 e fino alla prima metà dei ’60 si organizzavano “Tiki parties” feste con bevande tropicali con piccoli ombrellini rosa e l’immancabile Exotic hawaian music. Nelle case private, nei ristoranti e nelle sale da ballo si sono tenuti balli a tema tropicale con musicisti in stile hawaiian lounge music. Per l’occasione le ragazze indossavano abiti tropicali stampati chiamati abiti tiki. Negli USA molte persone furono ispirate dallo stile hawaiano dopo il bombardamento del porto di Pearl Harbour che ha messo sotto i riflettori mondiali questo stile.

 

Gli abiti femminili avevano due forme principali. Gonne a cerchio pieno – vale a dire i vestiti da swing degli anni ’50 e i “pencil dresses”, abiti molto ristretti associati alle Pin up, un modello di ragazza che è molto popolare oggi. L’unica differenza tra gli abiti degli anni ’50 e lo stile hawaiano è il materiale e il colore. 

I tessuti stampati tropicali sono stati utilizzati per fare abiti a forma di cerchio e di matita. 

L’abito in stile sarong è uno stile che è stato realizzato quasi esclusivamente con tessuti tropicali. I colori sono brillanti rosa, verdi e blue tutti adatti per una festa a bordo piscina estiva.

Con la popolarità del revival della moda degli anni ’50 ci sono oggi molte scelte di abbigliamento di riproduzione vintage. 

Se magari decidi  di  venire  al  nostro  festival A Bouche Bée  posso consigliarti di guardare su siti come Etsy o Pinterest per il tuo abbigliamento o altri prodotti a tema 

 

 

  

Per quanto riguarda gli uomini, una camicia hawaiana e un paio di pantaloni kaki sono tutto ciò che serve per un look lounge del 1950.

Se sei un appassionato degli anni ‘50 ’60 tutto quello di cui hai bisogno è un taglio stretto per i pantaloni, con risvolto se indossi i jeans, o una cravatta sottile e un cappello fedora con camicia bianca alla francese. 

Qui su Etsy  molte camice hawaiane da uomo.

Ascolta la hawaiian music

Various Artists – Cafe Hawaii – 50 Original 

Exotica è un album del 1957 di Martin Denny inventore del genere exotica: stile musicale strumentale che combina fra loro lounge, jazz leggero e riferimenti a varie musiche provenienti da più parti del mondo quali quella hawaiana, quella latinoamericana e quella polinesiana.

Sol K. Bright & His Hollywaiians (1934)

 

Burlesque

Il Burlesque è un genere di spettacolo satirico parodistico che nasce nel 1700 e si sviluppa nella seconda metà dell’Ottocento nell’Inghilterra vittoriana.  Un’imitazione fumettistica o grottesca del varietà, con elementi sensuali ed ironici, per divertire le classe più povere.                                                            

Il burlesque implica un’esagerazione ridicola, la derisione di un soggetto serio con una forte componente frivola.                                                                                                                                

Nel XIX secolo il teatro burlesque perde la sua originaria funzione di critica del costume per diventare più leggero, più comico, non più caratterizzato dalla satira sociale.                                                            

È questo il periodo d’oro del burlesque che va dalla fine dell’Ottocento alla prima guerra mondiale, mentre nei successivi anni si trasformerà in uno spettacolo sempre più imperniato di strip-tease ed esibizioni di nudi scenici.                                                                                                                        

Negli anni ’90 del secolo appena trascorso si attesta il cosiddetto “New-burlesque”.                               

La moda vintage insieme al Dark Cabaret sono le cause di questa rinascita.                                           

Vi ricordate come Madonna, Christina Aguilera e Gwen Stefani si facevano le portavoci a livello planetario della nuova moda?                                                                                                                   

Ma le vere reines di questa nuova onda sono Immodesty Blaze, Dirty Martini, Julie Atlas Muz, Pontani Sisters, Catherine D’lish e Dita Von Teese.                                                                                              

Con questa rinascita non si è recuperato l’originale dimensione inglese di satira sociale, ma almeno ha riacquistato quel buon gusto che effetivamente si era perduto agli inizi del ‘900.                                       

Il cinema ha reso omaggio al genere con film blasonati come Burlesque del 2010 con Cher e la Aguilera ma mi sento di consigliare un altro film sempre del 2010 meno conosciuto ma più verace.                      

Si tratta di un film di produzione francese intitolato Tournée e diretto da Mathieu Amalric.                  

La pellicola è una via di mezzo, molto equilibrata tra la fiction e il docufilm ed è riuscitissimo anche grazie al fatto che il regista (in lizza anche al Festival di Cannes per la miglior regia) abbia voluto inserire nel cast alcune delle star del genere come Mimi Le MeauxKitten on the Keys, Evie Lovelle e Roky Roulette, oltre alle già citate Dirty Martini e Julie Atlas Muz che impersonano se stesse.

Ora guarda la gallery

 

 

Contemporary retrò a casa

Non è esagerato dire che a basso costo si può dare alla nostra casa un aspetto degno di un design d’interni vintage che ultimamente sta crescendo in popolarità. Il concetto principale del design d’interni in stile contemporary retrò ruota principalmente intorno al riutilizzo di vecchi oggetti, mobili e materiali.

Essendo un stile fatto di ricordi e nostalgia, tale design d’interni d’epoca è ancora preferito nelle case di oggi. Inoltre lo stile romantico dà quel calore che stempera il freddo stile moderno.

Quindi raccogliere cose vecchie, come un bel piatto per vinili o una vecchia radio Am/Fm ancora perfettamente funzionante, che hanno qualche valore semantico e sentimentale per noi stessi ci fa vedere la nostra personale bellezza di un soggiorno o di un qualunque altro vano. Si perché di solito questa bellezza è vista solo da noi proprietari e diventa preziosa.     I moderni accessori per la casa d’epoca sono per lo più belli e funzionali creati per essere utili e di lunga durata ma che, a volte, risultano essere spersonalizzati.

La personalizzazione è un altro elemento importante e bello che è strettamente legato al design degli interni vintage. Questo elemento può rappresentare il nostro stile di vita.

Quando ho ristrutturato la casa dei miei genitori, ormai oltre 10 anni fa (2006), avevo in mente, di modernizzare, svecchiare le vecchie case a basso costo e con creatività. Ma tutto quello che vedevo in giro, gli interni che mi era capitato di visitare, erano ambienti impersonali, freddi, poco colore, poco calore, poco amore e nostalgia.

Cosi ho cominciato a pensare come fare dello stile moderno un qualcosa di più accogliente degli algidi ambienti che vedevo in quel periodo nelle riviste e nelle abitazioni e nei luoghi in cui avevo lavorato come direttore di cantiere.

Poi ho avuto un’ idea, o meglio un suggerimento (io davvero non ho inventato niente).

Il suggerimento è arrivato guardando gli interni di una scena di un film su Frida Kahlo intitolato appunto “Frida”. In particolare nella scena del tango (link a video). Si intravede un ambiente con pavimento in legno pareti verde menta chiaro con le porte e gli imbotti bianchi, spesso a vetri.  

Allora ho realizzato che volevo un ambiente dove poter ballare il tango e vai con il legno in tutta casa. Ho utilizzato un tavolato flottante in acero sbiancato, ho verniciato le vecchie porte mogano di taglio classico in bianco, i vecchi termosifoni in ghisa dipinti di nero.

 

Poi ho utilizzato lampade moderne e funzionali, porte scorrevoli a vista in cristallo acetato, un divano dalle linee decise di colore grigio e antracite e la famosa poltrona dei coniugi Eames, la luonge chair comprensiva di ottomano, oggetto decisamente retrò.

Sempre nel soggiorno ho costruito un caminetto dalle linee geometriche e semplici con pietre in Basaltina della zona vulcanica intorno al lago di Bolsena lavorate a scalpello e provenienti dalle soglie delle finestre di un’abitazione signorile del 1600

L’idea era quella di valorizzare le pietre a scapito degli inutili arzigogoli, che spesso hanno i caminetti, lasciando intatto però il gusto di stare davanti ad un fuoco in inverno.  Questa miscela tra vecchio e nuovo, ha avuto l’effetto di ottenere un look contemporary retrò.

Ringiovanire vecchie porte o vecchi mobili, come ho fatto in cucina, utilizzando tavole usate in cantiere e vecchi mobili ungheresi con la cornice scrostata, vi aiuterà a risparmiare denaro utilizzando anche elementi raccolti nella vostra vita, completando magari con un moderno piano in accio inox e un pavimento in legno aranciato.

Poi la fortuna di aver ristrutturato un vecchio cinema degli anni ‘40 mi ha dato l’opportunità di riciclare una vecchia fila di sedie da 3 posti in legno con la classica seduta.

                                     

 

 

 

Inoltre, con la vostra creatività e l’utilizzo di vecchie lampade e vecchie diapositive si può realizzare una lampada che da agli ambienti un tocco eclettico.

                                         

 

 

 

 

Quindi dai armiamoci di coraggio e ricicl(aggio), creativo.

 

 

 

Vintage o Retro ?

Vintage.   Che significa davvero? e Rétro?  In realtà le definizioni non mi vengono sempre facili. Ecco, magari so cosa è il vintage ma potrei spiegarlo?  Oggi ci voglio provare.  Il Rétro mi sembra sia la stessa cosa….

Vintage deriva dal francese “vendenge” che deriva a sua volta dalla parola latina “vindēmia” (vino d’annata). E così oggetti che hanno più di 20 anni si definiscono vintage a patto che sia di pregio:  ad esempio un oggetto che ha almeno più di venti anni e che è realizzato con metodi e materiali migliori di quelli usati oggi.    Un oggetto vintage può essere considerato di una produzione migliore oppure più interessante o di maggiore qualità in relazione alla cultura o al costume. Credo si possa parlare di vintage alla presenza di oggetti o abiti  costruiti tra gli anni 20 e gli anni 80.    Molti gli esempi che si possono portare e che vengono considerati dei veri oggetti di culto vintage come la Vespa, la Fiat 500, il Jukebox, abiti e accessori sixties e fifties, chitarre, mobili. 

(Chitarra GJ Rangemaster 1092 del 1965)

Diverso il discorso sul Rétro, che potrebbe sembrare un sinonimo di Vintage.  In realtà rétro è tutto ciò che rende omaggio al passato, ad una determinata epoca, con produzioni di recente fattura: repliche di oggetti di culto che rimandano ad un periodo irripetibile nel tempo per la sua originalità come possono essere stati i primi anni ’60.

(Fiat 500 Vintage e Rétro)

Quindi possiamo affermare finalmente che se volessimo avere un look Vintage   possiamo saccheggiare i negozi dell’usato, sempre che non siate schizzinosi da non mettere mai un abito che è stato già messo da altri (magari quello dei nonni) e che in mancanza di rarità possiamo comunque avere il nostro bel modo di apparire in stile Rètro e allora possiamo andare ovunque e sfogarci visto che le  collezioni di genere non mancano.

E anche oggi abbiamo sviscerato uno dei grandi quesiti della vita.