BALLO ALLA ROTONDA – A BOUCHE BEE #3

SABATO 19 AGOSTO

L’evento clou di A BOUCHE BÉE 2017.
Alle 20.00 si da inizio al GRAN BALLO ALLA ROTONDA.  INGRESSO GRATUITO.

METTI IL PIU BEL VESTITO A TEMA E INVITA LA TUA RAGAZZA AL BALLO.

Il Vintage è il retrò sono molto di moda in questi ultimi anni quindi non sarà un problema trovare un paio di jeans con i risvolti una t-shirt bianca e delle Converse di tela e magari una bandana che penzola dalla tasca posteriore dei jeans.

Basta cercare sulla rete e anche qui nel sito abouchebee.it per trovare spuntiper l’abbigliamento adatto.

Quindi dai vieni a ballare alla festa con la musica degli HOT NUTS delizioso duo  ukulele e voce, LES CERVEAUX MALEFIQUES duo patafisico-franco-tufaceo-swing’n’roll, e poi gli headliner della serata SIMONE DI MAGGIO THE ROCKABILLY TRIO feat LOLA, poi il ballo continua fino a notte fonda con il dj set  ORCHESTRA MODERNA.

Ma non è tutto perche come ogni anno avremo il fantastico BURLESQUE SHOW di Mad Cat Burlesque Performer

Le postazioni di trucco e parrucco vintage di CENTRO ESTETICA ROBERTA  e ELISA PARRUCCHIERA

Le fantastiche Vespe del VESPA CLUB ORVIETO, e alcune Auto vintage in esposizione e la proiezione di filmati vintage.

Per il cibo ci sono i foodtrack di BEELOCAL e di ORETO NORCINERIA e il BAR VINTAGE  che possono soddisfare ogni vostra esigenza.

INVITA LA TUA RAGAZZA E CORRI AL BALLO

BE THERE OR BE SQUARE

Vi aspettiamo.
INGRESSO LIBERO.

#abouchebee2017 http://abouchebee.it

 

 

 

 

 

Be Bop Bike – A Bouche Bée #3

SABATO 19 AGOSTO — ore 10:00 ritrovo al CICLOSTILE — ore 10:30 partenza
ISCRIZIONE GRATUITA prendi la tua bici, metti un abito a tema (tshirt a righe, bretelle, pois, fiocchi, insomma come ti senti meglio!!) e vieni a fare la pedalata vintage per le vie del Centro Storico di Orvieto.

A fine pedalata Ristoro ai partecipanti offerto da Montanucci.

CICLOSTILE CORSO CAVOUR N° 3 Piazzetta Interna  #abouchebee2017 http://abouchebee.it 

PICNIC STREET FOOD AND CINEMA — A BOUCHE BÉE #3

VENERDÍ 18 AGOSTO il primo evento di A BOUCHE BÉE 2017.
Alle 20.30 l’appuntamento è con il CINEMA ALL’ APERTO.
Lo scorso anno vi abbiamo chiesto di portare le sedie da casa e un ombrello. Quest’anno alziamo la posta. Proietteremo un film mentre potrete fare un picnic alla FORTEZZA ALBORNOZ. Quindi vi invitiamo a portare un plaid per stare sull’erba oppure le sedie da campeggio o magari il tavolino da picnic. Per il cibo ci sono i foodtrack di Beelocal e di Oreto e il Bar di Febo che possono soddisfare ogni vostra esigenza. Il film è “AMERICAN GRAFFITI” di George Lucas e sarà presentato da Valentino Saccà Critico Cinematografico.
Quindi PICNIC, STREET FOOD AND CINEMA. Vi aspettiamo.
INGRESSO LIBERO.

#abouchebee2017 http://abouchebee.it

 

A Bouche Bée 3^ edizione 19 agosto 2017

Ritorna il festival anni ’50 A Bouche Bée #3 ed. 18 e 19 Agosto       Fortezza Albornoz Orvieto #abouchebee2017   abouchebee.it

LOCANDINA

 PROGRAMMA

WINEHAPPENINGS@TenutaVitalonga

Una serie di eventi enogastronomici e musicali alla Tenuta Vitalonga a Ficulle.

 Il 28 luglio tocca a Les Cerveaux Maléfiquesclicca sulla foto per programma eventi e info prenotazioni.

 

 

 

Mondo cane – Mike Patton

Pochi giorni fa, riguardando la mia libreria dove tengo i cd, mi cade l’occhio su un disco del 2010.Lo metto subito nel lettore come se d’incanto fosse qualcosa di nuovo, di mai ascoltato.   Subito alla prima traccia trovo una versione de “Il cielo in una stanza” straniante e molto riuscita.

Poi arriva “Che notte!” del grandissimo Fred Buscaglione e “20 km al giorno” di Nicola Arigliano” che trasformano Mike Patton in un abilissimo crooner.

Già, Mike Patton, quello famoso per essere stato il leader dei Mr. Bungle, dei Faith No More e dei Fantômas, oltre ad aver collaborato con John Zorn e Marc Ribot per progetti sperimentali come Pranzo oltranzista, l’affresco musicale dedicato a Filippo Tommaso Marinetti e alla sua cucina futurista.

Faith No More
Mike Patton

Ma ritornando al nostro album, MONDO CANE è nato grazie a una collaborazione artistica con Roy Paci ed è uscito il 4 maggio 2010, a conclusione di circa due anni di tour con le canzoni del progetto e contiene, come avete già capito, cover di canzoni italiane degli anni ’50 e ’60. All’album partecipa l’orchestra Filarmonica Arturo Toscanini, formata da circa 65 elementi, diretta da Aldo Sisillo. I musicisti che hanno suonato sull’album sono tutti italiani.

Patton aveva ascoltato queste canzoni mentre viveva a Bologna. Il cantante aveva adottato la città come seconda casa dopo aver sposato l’artista italiana Titi Zuccatosta ed inoltre aveva imparato a parlare un fluente italiano come dimostra la pronuncia sfoggiata nel disco.

Ad esempio “Scalinatella” di Murolo, è cantata in napoletano, ed ha richiesto a Patton di imparare le inflessioni e le pronunce corrette in quel dialetto. Fortunatamente il direttore dell’orchestra era nativo di Napoli e spesso lo correggeva fino a quando non è stato in grado di eseguirlo correttamente. Descrivendo questa collaborazione, Patton ha detto: “avevo molte grandi persone intorno a me, e non sarei stato in grado di fare nessuna di queste merde senza di loro”

Mondo cane è forse la definitiva esplosione di un fenomeno musicale che stava prendendo forma in Italia, un fenomeno che rielaborava vecchi brani melodici che solo in Italia sappiamo fare così bene.

Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini

Chiudiamo con la selezione di “Mondo cane” descritta da Rockol:

Si va da grandi classici come “Il cielo in una stanza” e “Senza fine” di Gino Paoli a piccole perle da crooner ironico (“Che notte!” di Fred Buscaglione e “20 km al giorno” di Nicola Arigliano), da classici della canzone napoletana (“Scalinatella” di Bonagura-Cioffi) a successi “minori” come “L’uomo che non sapeva amare” di Nico Fidenco. “Ore d’amore”, in effetti, non è una canzone italiana: è la versione, con testo italiano di Franco Migliacci, di “The world we knew” di Frank Sinatra, che è stata incisa da Fred Bongusto nel 1968. Le riscoperte curiose sono curiose davvero: “Ti offro da bere” è una canzone di Gianni Meccia che Gianni Morandi aveva incluso nel suo secondo album, “Ritratto di Gianni”, nel 1964; “Quello che conta” è una canzone con testo del regista Luciano Salce su musica di Ennio Morricone, che Luigi Tenco cantava nella colonna sonora del film “La cuccagna” (1962) del quale era anche interprete; “L’urlo negro” (1967) è un beat quasi punk dei Blackmen, gruppo italiano (romagnolo, per la precisione) del quale non si ricordano altri episodi degni di nota; mentre “Deep down”, di Ennio Morricone, è una canzone tratta dalla colonna sonora di “Diabolik”, mitico film di Mario Bava del 1968 (dove era cantata da Christy – di cognome Brancucci, assai più nota per aver cantato “Amore amore amore amore” di Sordi-Piccioni, nella colonna sonora del film “Fumo di Londra”).

 

Hollywood

Oggi 13 luglio ricorre il 90° anniversario (almeno sempre in questa data viene festeggiata la ricorrenza) dell’inaugurazione della famosa scritta “HOLLYWOOD” che campeggia sul Monte Lee a Los Angeles. Contrariamente a quanto si possa pensare la “Hollywood Sign”,  divenuta successivamente un simbolo della città e dell’industria del cinema, era stata ideata a scopi promozionali da una società immobiliare che pubblicizzava i nuovi quartieri in costruzione.

La scritta che era in origine Hollywoodland, fu illuminata da oltre 4000 lampadine colorate.

L’iniziativa promozionale è destinata a essere di durata limitata nel tempo (un anno e mezzo circa) ma con l’ascesa dell’industria cinematografica, essa inizia a diventare il simbolo della città e questo porta alla decisione di non smantellare l’installazione temporanea.

Le lettere, di colore bianco, sono larghe 9 metri e alte 15 metri ciascuna e la scritta nel suo complesso è lunga 110 metri.

Ora due curiosità: La prima riguarda “l’opera” di ignoti che nella notte tra il 31 dicembre 2016 e il 1 gennaio 2017 sostituirono le lettere “o” della famosa scritta con due “e” , formando la parola “weed”, che nello slang ha il significato di marijuana.

La seconda curiosità, ben più tragica riguarda il suicidio nel settembre del 1932, dell’attrice Peg Entwistle, che si arrampicò fino alla cima della lettera H e saltò nel vuoto, uccidendosi. L’attrice aveva 24 anni.

Moda Retrò Tiki

La parola “Tiki” ha origine in Oceania e si ispira alla cultura polinesiana. La cultura Tiki è stata importata dalla Polinesia alle Hawaii e ha avuto il suo periodo di massimo splendore tra gli anni ‘30 e i ‘60.

Questo mood Hawaii influenzò moltissimo gli Stati Uniti in quel periodo tanto che una buona parte della produzione musicale americana era hawaiana. Giusto per dare qualche numero si pensi che aprirono oltre 1200 scuole di ukulele negli Usa.

Fra i simboli più rappresentativi c’era appunto il Tiki, una rappresentazione stilizzata di corpo umano in forma di divinità.

 

Improvvisamente, la puritana società americana fu contagiata dal sogno esotico del paradiso delle Hawaii con le sue infinite notti d’estate, le ragazze che ballavano in gonne di paglia e ragazzi dalla pelle bronzata che effettuano acrobazie con torce di fuoco, le noci di cocco, il profumo delle ghirlande di fiori e le fresche brezze del Pacifico.

UNITED STATES – JULY 13: Water ski champions demonstrating their skills as they ride the wake of the waves without the use of a tow-line, at Cypress Gardens in California, on September 11, 1965. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cultura Tiki, quindi, si è sviluppata in diversi settori culturali americani: la moda sicuramente, ma anche la produzione di musica, danza, cinema e persino decorazione d’interni. E ‘importante per ricordare che ancora oggi è un punto di riferimento per il suo carattere esotico e multiculturale.

 

Fin dalla fine della seconda guerra mondiale negli anni ’40, le camicie hawaiane, i vestiti sarong e i fiori tropicali hanno raggiunto una grande popolarità. Dalla seconda metà degli anni ‘40, nei ‘50 e fino alla prima metà dei ’60 si organizzavano “Tiki parties” feste con bevande tropicali con piccoli ombrellini rosa e l’immancabile Exotic hawaian music. Nelle case private, nei ristoranti e nelle sale da ballo si sono tenuti balli a tema tropicale con musicisti in stile hawaiian lounge music. Per l’occasione le ragazze indossavano abiti tropicali stampati chiamati abiti tiki. Negli USA molte persone furono ispirate dallo stile hawaiano dopo il bombardamento del porto di Pearl Harbour che ha messo sotto i riflettori mondiali questo stile.

 

Gli abiti femminili avevano due forme principali. Gonne a cerchio pieno – vale a dire i vestiti da swing degli anni ’50 e i “pencil dresses”, abiti molto ristretti associati alle Pin up, un modello di ragazza che è molto popolare oggi. L’unica differenza tra gli abiti degli anni ’50 e lo stile hawaiano è il materiale e il colore. 

I tessuti stampati tropicali sono stati utilizzati per fare abiti a forma di cerchio e di matita. 

L’abito in stile sarong è uno stile che è stato realizzato quasi esclusivamente con tessuti tropicali. I colori sono brillanti rosa, verdi e blue tutti adatti per una festa a bordo piscina estiva.

Con la popolarità del revival della moda degli anni ’50 ci sono oggi molte scelte di abbigliamento di riproduzione vintage. 

Se magari decidi  di  venire  al  nostro  festival A Bouche Bée  posso consigliarti di guardare su siti come Etsy o Pinterest per il tuo abbigliamento o altri prodotti a tema 

 

 

  

Per quanto riguarda gli uomini, una camicia hawaiana e un paio di pantaloni kaki sono tutto ciò che serve per un look lounge del 1950.

Se sei un appassionato degli anni ‘50 ’60 tutto quello di cui hai bisogno è un taglio stretto per i pantaloni, con risvolto se indossi i jeans, o una cravatta sottile e un cappello fedora con camicia bianca alla francese. 

Qui su Etsy  molte camice hawaiane da uomo.

Ascolta la hawaiian music

Various Artists – Cafe Hawaii – 50 Original 

Exotica è un album del 1957 di Martin Denny inventore del genere exotica: stile musicale strumentale che combina fra loro lounge, jazz leggero e riferimenti a varie musiche provenienti da più parti del mondo quali quella hawaiana, quella latinoamericana e quella polinesiana.

Sol K. Bright & His Hollywaiians (1934)

 

Burlesque

Il Burlesque è un genere di spettacolo satirico parodistico che nasce nel 1700 e si sviluppa nella seconda metà dell’Ottocento nell’Inghilterra vittoriana.  Un’imitazione fumettistica o grottesca del varietà, con elementi sensuali ed ironici, per divertire le classe più povere.                                                            

Il burlesque implica un’esagerazione ridicola, la derisione di un soggetto serio con una forte componente frivola.                                                                                                                                

Nel XIX secolo il teatro burlesque perde la sua originaria funzione di critica del costume per diventare più leggero, più comico, non più caratterizzato dalla satira sociale.                                                            

È questo il periodo d’oro del burlesque che va dalla fine dell’Ottocento alla prima guerra mondiale, mentre nei successivi anni si trasformerà in uno spettacolo sempre più imperniato di strip-tease ed esibizioni di nudi scenici.                                                                                                                        

Negli anni ’90 del secolo appena trascorso si attesta il cosiddetto “New-burlesque”.                               

La moda vintage insieme al Dark Cabaret sono le cause di questa rinascita.                                           

Vi ricordate come Madonna, Christina Aguilera e Gwen Stefani si facevano le portavoci a livello planetario della nuova moda?                                                                                                                   

Ma le vere reines di questa nuova onda sono Immodesty Blaze, Dirty Martini, Julie Atlas Muz, Pontani Sisters, Catherine D’lish e Dita Von Teese.                                                                                              

Con questa rinascita non si è recuperato l’originale dimensione inglese di satira sociale, ma almeno ha riacquistato quel buon gusto che effetivamente si era perduto agli inizi del ‘900.                                       

Il cinema ha reso omaggio al genere con film blasonati come Burlesque del 2010 con Cher e la Aguilera ma mi sento di consigliare un altro film sempre del 2010 meno conosciuto ma più verace.                      

Si tratta di un film di produzione francese intitolato Tournée e diretto da Mathieu Amalric.                  

La pellicola è una via di mezzo, molto equilibrata tra la fiction e il docufilm ed è riuscitissimo anche grazie al fatto che il regista (in lizza anche al Festival di Cannes per la miglior regia) abbia voluto inserire nel cast alcune delle star del genere come Mimi Le MeauxKitten on the Keys, Evie Lovelle e Roky Roulette, oltre alle già citate Dirty Martini e Julie Atlas Muz che impersonano se stesse.

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